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LA STIPSI: UN FASTIDIO CHE POSSIAMO RISOLVERE

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LA STIPSI: UN FASTIDIO CHE POSSIAMO RISOLVERE
15 maggio 2021
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La “stitichezza” o per meglio dire STIPSI, in gergo medico, è una condizione di sofferenza dell’organismo caratterizzata da scarsa evacuazione sia in termini di quantità che di frequenza settimanale. Sì parla di stipsi ACUTA quando il disturbo ha natura transitoria ed è causato magari da eventi occasionali, come un intervento chirurgico, un viaggio, un cambio di alimentazione o di abitudini, lo stress, la sedentarietà ecc… e si parla di stipsi CRONICA quando questo problema si protrae oltre i 6 mesi. 

Per quanto riguarda la sintomatologia avremo dunque:

Frequenza settimanale nell’evacuazione inferiore alle 3 volte 
Consistenza dura delle feci oppure “feci caprine” (a palline dure) 
Pancia gonfia e dura
Sensazione di incompleto svuotamento post fecale 
Eccessivo sforzo nell’atto del ponzamento
Rischio di ragadi, fuoriuscita di emorroidi e prolasso dell’ano
Necessità di ricorrere a lassativi, clisteri o a manovre manuali 

Generalmente la stipsi è di natura benigna, ma se compare all’improvviso e senza inspiegabili motivi, è sempre buona norma consultare il proprio medico di famiglia e fare esami diagnostici più specifici finalizzati a ricercare polipi, diverticoli o altro.

L’insufficienza nell’evacuazione, a lungo andare, può portare ad un ristagno di feci e batteri nel colon e nel retto e conseguentemente a disturbi più gravi come disbiosi batterica, sindrome del colon irritabile, infezioni alle vie uro-genitali (soprattutto nelle donne) fino ad arrivare a quadri clinici ben più severi, per questo motivo è sempre consigliato cercare di risolvere quanto prima il problema. 


In che modo possiamo intervenire? Ecco qui una serie di rimedi più o meno blandi:

ALIMENTAZIONE SANA E VARIA  è assolutamente il primo comandamento!
Trovare una mezz’ora al giorno in cui possiamo rilassarci e dedicarci all’evacuazione con tutta calma ed in un ambiente a noi confortevole
Arricchire la nostra alimentazione di fibre ed acqua. Spesso alla base di questo problema c’è un’alimentazione povera di fibre (verdura, frutta, cereali integrali) e insufficiente idratazione. Le fibre già da sole richiamano, per osmosi, acqua nell’alvo intestinale, inoltre bere molta acqua a temperatura ambiente (circa 2-3 litri al giorno, a seconda della corporatura) permette il rigonfiamento delle fibre nell’intestino, favorendo così la formazione di feci morbide e voluminose
Consumare tutti i giorni, fra pranzo e cena, fra i 500 e i 700 gr di verdura in forma sia cruda che cotta 
Evitare di passare più giorni di fila in totale sedentarietà
Integrare con dei probiotici, presi a stomaco vuoto la mattina
Assumere 1 misurino di Succo di Aloe Vera la mattina, se necessario anche la sera prima di mettersi a letto
Ricorrere ad 1 cucchiaio di Olio Evo sempre prima di mettersi a letto: questo “rimedio della nonna” può aiutare ad ammorbidire le feci e a lubrificare l’ultimo tratto d’intestino
Prepararsi delle tisane anti-stipsi da sorseggiare durante l’arco della giornata, in questo modo oltre a darvi un piccolo aiuto erboristico, berrete anche di più!
Solo Se necessario ricorrere all’integrazione alimentari di prodotti lassativi, preferendo i lassativi osmotici blandi e ricorrendo ai lassativi irritanti solo nei casi più estremi. 
Riguardo a questi ultimi penso di dover fare un brevissimo focus: i lassativi osmotici sono quelli che stimolano la naturale peristalsi intestinale richiamando acqua nell’alvo; i lassativi irritanti stimolano forzatamente la peristalsi irritando letteralmente le pareti intestinali e causando una defecazione “più violenta” accompagnata quasi sempre da coliche, scariche di diarrea, conseguente perdita di sali minerali e “massacro” della nostra flora batterica buona. Sento troppo spesso di persone che ricorrono “alle erbette” senza rispettare le dosi raccomandate ed i tempi di azione terapeutici.
I Lassativi agiscono dalle 8 alle 12 ore DOPO LA LORO ASSUNZIONE, ragione per cui si consiglia di prenderli la sera per andare poi in bagno il giorno dopo.


Come avete potuto vedere, purtroppo, non esiste un’unica soluzione per tutti, proprio perchè si tratta di una condizione patologica che può avere più concause. I rimedi sono tanti e spesso si procede per tentativi graduali, arrivando ai lassativi irritanti ed ad eventuali clisteri solo come “ultima spiaggia”. Il rischio di abusare di questi rimedi “coercitivi” è quello di peggiorare la condizione, non stimolando il nostro intestino a fare da sé ed alterandone anche il proprio equilibrio e la flora batterica. 

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