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QUANTO NE SAI DI TIROIDE?

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QUANTO NE SAI DI TIROIDE?
20 maggio 2021
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La Tiroide è un organo a forma di farfalla che “abbraccia” la trachea, quindi situato più o meno alla base del collo.
Il suo ruolo principale è quello di secernere 3 importanti ormoni regolatori:

T3 e T4
Calcitonina

T3 e T4, chiamati rispettivamente Triiodiotironina e Tiroxina, vengono secreti in risposta alla stimolazione ipofisaria che secerne TSH. Questi due ormoni sono composti iodati, contenenti quindi Iodio, elemento necessario da introdurre nell’organismo con la sana alimentazione. 

Perchè sono fondamentali questi ormoni?


Per lo sviluppo dello scheletro fetale 
Per il normale accrescimento corporeo nel bambino, e la maturazione dei vari apparati, soprattutto quello scheletrico.
Per l’azione termogenica con effetti positivi sul metabolismo dei carboidrati e dei lipidi (glicolisi e lipolisi)
Per lo sviluppo fetale e la regolazione del Sistema Nervoso Centrale e Cardiovascolare

Quali sono quindi le possibili patologie che possono svilupparsi a carico della tiroide e quali sono le conseguenze di queste patologie?

La tiroide, in risposta ad alcuni stimoli negativi, quali alimentazione scorretta, carenza di Iodio, squilibrio a carico dell’asse ipotalamo-ipofisi o altro, può andare incontro a due scompensi gravi: l’ipotiroidismo e l’ipertiroidismo.


Nell’IPOTIROIDISMO avremo un rallentamento dell’attività di quest organo nel secernere T3, T4 e Calcitonina. Ciò determinerà un rallentamento e conseguente peggioramento di tutti quegli effetti sopraelencati, quindi, come sintomi, avremo:

Nel Feto e nei bambini un sottosviluppo intellettivo e corporeo, soprattutto a carico del sistema nervoso e dello scheletro e conseguente rachitismo.
Negli adulti: rallentamento del metabolismo e conseguente accumulo adiposo, formazione del gozzo tiroideo (aumento di volume della tiroide che crea un rigonfiamento alla base del collo) capelli radi, viso gonfio, stanchezza, cute secca e fredda, bradicardia, sonnolenza, astenia ed intolleranza alle basse temperature.
Nell’IPERTIROIDISMO avremo, al contrario, un’accelerazione dell’attività della tiroide nel secernere questi ormoni, quindi una iperproduzione di T3, T4 e Calcitonina. Seppur possa avvenire a qualsiasi età, l’ipertiroidismo frequentemente sì riscontra nelle Donne fra i 20 ed i 40 anni. I sintomi più eclatanti sono:

La cute risulta calda perchè molto irrorata, soprattutto a livello periferico
Gozzo tiroideo
Astenia dovuta all’eccessivo catabolismo muscolare. Il corpo brucia così tante calorie che l’alimentazione non basta a fornire l’energia necessaria, vengono quindi “attaccati” i muscoli che perdono tono e spessore, causando stanchezza.
I capelli, fragili e sottili, tendono a perdere le naturali ondulazioni diventando lisci. Frequente è anche il manifestarsi dell’alopecia
Disturbi psicologici come nervosismo, agitazione e insonnia
Aumento della frequenza cardiaca e della forza di contrazione del cuore che causa spesso Ipertensione
Mestruazioni irregolari, infertilità sia nel maschio che nella femmina, calo della libido, 
Congiuntivite, occhi gonfi e disfunzioni della muscolatura oculare con conseguente esoftalmo, ovvero la “fuoriuscita” dei bulbi oculari che conferisce un'espressione spaventata.

Oltre all’ipotiroidismo ed all’ipertiroidismo esistono altre patologie legate alla tiroide come la Tiroidite di Hashimoto, i noduli tiroidei ed il carcinoma alla tiroide.

Possiamo intervenire con l’alimentazione?
Nel caso in cui una patologia sia conclamata è importante che la persona intraprenda e segua la terapia farmacologica prescritta dal medico e nel contempo presti attenzione agli alimenti che favoriscono la formazione del gozzo, detti appunto gozzigeni che possono interferire con l’accumulo di Iodio:

La famiglia delle crucifere (cavoli, rape, rucola, ravanello) 
La Soia
Gli spinaci, 
Il miglio, 
La lattuga 
I nitrati presenti nelle carni conservate, impediscono l'assunzione di iodio da parte della tiroide
 
Inoltre è molto importante seguire un’alimentazione sana a causa delle forti variazioni di peso, quindi cercare di evitare che il soggetto ipertiroideo sì “deperisca” eccessivamente e cercare di evitare che il soggetto ipotireoideo, che ha già la tendenza ad ingrassare non incrementi questo fenomeno con un’alimentazione troppo ricca di grassi saturi e di zuccheri.

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