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VIAGGIARE CI APRE LA MENTE, IL CUORE E… LO STOMACO!

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VIAGGIARE CI APRE LA MENTE, IL CUORE E… LO STOMACO!
23 febbraio 2021
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Una delle frasi che amo di più è “Stasera mangiamo il sushi?” 

Ho sempre detto che sono un’amante della Dieta Mediterranea ed il mio pasto libero preferito è a base di Pizza, ma, confesso che anche il sushi o per meglio dire il cibo giapponese è sul podio delle mie pietanze preferite.
C’è da dire che ho avuto la fortuna di assaggiare il vero sushi e a primo impatto è stato stranissimo, poi l’ho apprezzato molto.
Io amo viaggiare, come sicuramente quasi tutti, e nei miei viaggi ho sempre cercato di assaggiare piatti locali, di vivermi il folclore di quel posto e di tornare a casa con un'esperienza vissuta davvero a tutto tondo. 

Sapete che il popolo più longevo al mondo è proprio quello giapponese? Hanno un’alimentazione ricca di pesce, di cereali poco raffinati e di cotture semplici che permette loro di mantenersi facilmente in forma e di stare in salute, apprendendo questo sin dalla tenera età. Ma non demordiamo, al secondo posto, sul podio della longevità, ci siamo proprio noi “praticanti” della Dieta Mediterranea che abbiamo la fortuna di mangiare cibi genuini e dalla tradizione che affonda le proprie radici nella notte dei tempi. 

La fortuna che ho avuto io nel potermi consentire viaggi in terre lontane, mi ha permesso di assaggiare molti piatti tipici locali, ed è sempre un’esperienza straordinaria. Prima di diventare mamma sono stata in Africa e, probabilmente, è stato questo il viaggio che più mi è rimasto nel cuore: certo, lì non vai avendo grosse aspettative sul cibo, anzi… Ma tutto quello che accade intorno a te fa sì che anche la pietanza più semplice abbia un sapore speciale. Non voglio fare della retorica, ma l’aspetto alimentare ed umano che più mi ha colpito è stato il raccomandarsi, da parte dei capi del villaggio, di non dare caramelle e dolciumi ai bambini che, non essendo abituati a quegli zuccheri, avrebbero potuto rischiare anche degli shock anafilattici; per questo motivo, prima di incontrarli, ci hanno dato delle bustine contenenti popcorn da poter donare a tutti quei piccoli che ci hanno accolto calorosamente appena ci hanno visto. Una sera siamo stati ospiti in una famiglia che ci ha preparato una cena tipicamente africana e vedere quelle donne cucinare alimenti, seppur molto semplici, con stoviglie così insolite per noi occidentali, era ipnotizzante, sembrava di assistere ad un rito quasi sacro.
Abbiamo assaggiato il “Matoke” ossia delle banane bollite cotte insieme a carne o pesce affumicato e l’ “Ugali” ossia una specie di polenta di mais con riso, carne e vedure. La loro cucina è molto molto speziata, questo consente di rendere anche gli alimenti più “poveri” ricchi di gusto. Per noi erano sapori molto forti, difficilmente ci sì abitua a quel piccante, ma dopo aver visto la dedizione di quelle donne, non potevamo che onorare, apprezzando comunque, quegli abbinamenti così strani.


Totalmente opposto a tutto ciò che ho vissuto e assaggiato in Africa, è stato il viaggio a New York. Ero appena ventenne, mangiavo in una maniera totalmente sregolata e sono andata lì anche con l’intenzione di fare incetta di “cibo spazzatura” e di fast food, proprio come una vera ragazza americana.
Non posso di certo dire di aver mangiato male, ma la Nutrizionista che è in me mi sta rimproverando per questa affermazione e, ha ragione. Lì vivi tutto in “maxi size”: Le strade larghissime, grattacieli altissimi ed anche il cibo ha dimensioni superiori a quelle a cui siamo abituati noi Italiani. C’erano più fast food che negozi di alimentari, le persone entravano ed uscivano da questi a qualsiasi ora del giorno e della notte: non era mai troppo tardi o troppo presto per un “hamburger” e delle patatine fritte: per non parlare della goliardia di quei dolci, strabordanti di creme di ogni tipo e colore.
Questi sono i viaggi più “importanti” che ho fatto, da entrambi i posti sono tornata arricchita culturalmente, seppur in maniera differente. Il mio consiglio da Nutrizionista è quello di cercare di tenere sempre, anche in vacanza, un’alimentazione pressoché bilanciata, compensando il pranzo e la cena. Invece il mio consiglio da persona è “viaggiate più che potete e vivete queste esperienze come se foste nativi di quel posto, solo così potrete ampliare le vostre vedute”. 

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